Il caffè, un prezioso alleato

Cosa c’è di meglio, al mattino, di una bella tazzina di caffè fumante? Sulle origini di questa bevanda, circolano diversi racconti, ma tutti sono concordi nell’attribuirne l’origine in Arabia. Solo in seguito, la pianta del caffè è stata coltivata in tutti i paesi situati tra i Tropici. Allo stato naturale, il seme non possiede alcun aroma. Questo, infatti, viene acquisito solo in seguito alle lavorazioni di tostatura o torrefazione (a 200-220°C) che inducono trasformazioni chimiche e la formazione di composti volatili, responsabili del caratteristico aroma. A seconda della varietà di caffè utilizzato, troviamo una diversa quantità di caffeina, il noto principio attivo presente nel caffè che agisce prevenendo la fatica, facilitando il lavoro mentale ed aiutando la digestione.

 

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Oltre a queste proprietà ben note, il caffè ne possiede altre, meno conosciute ma molto preziose, come quella di provocare l’attivazione della termo dispersione e di avere un effetto frenante sull’appetito. Inoltre, sui soggetti metabolizzatori rapidi di tale sostanza, è stata riscontrata una diminuzione del rischio d’infarto del 25%.

Secondo uno studio dell’Istituto Mario Negri, il consumo di caffè, grazie alle sostanze antiossidanti in esso contenute, permetterebbe di proteggere il fegato da patologie come la cirrosi ed il tumore. In particolari soggetti, inoltre, sembra che possa prevenire la gotta e i calcoli alla cistifellea. Pare, poi, che il caffè sia indicato per le persone affette da diabete di tipo 2, poiché il suo consumo ha dimostrato una diminuzione del rischio di contrarre tale patologia. Le sostanze implicate in questa funzione sarebbero l’acido clorogenico e le melanoidine, composti formatisi con la reazione di Maillaed tra gli zuccheri e le proteine, durante la tostatura del chicco.

Infine, una notizia molto recente, proveniente dalla conclusione di uno studio condotto in Giappone su 83mila individui seguiti per 13 anni e pubblicato sulla rivista Stroke: Journal of the American Heart Association, indica che il consumo di una tazza di caffè al giorno riduce il rischio di ictus di circa il 20% e di ictus emorragico di oltre il 30%.

In conclusione, tenendo presente che è sempre bene evitare gli eccessi, da oggi in poi, quando ci troveremo a sorseggiare la nostra consueta tazzina di caffè giornaliera, il nostro pensiero non potrà che andare a tutti i possibili benefici che esso può dare.

Il caffè, un prezioso alleatoultima modifica: 2013-09-14T19:31:09+02:00da elena1973b
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